Intervista a…

Terminiamo questa settimana all’insegna del cibo e delle streghe con un’intervista a una scrittrice: Daniela Tresconi, autrice del bellissimo libro “La linea del destino“.


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  • Calcolando che ci sono più persone con un romanzo nel cassetto che sul comodino, come si scopre di poter scrivere davvero, di poter produrre qualcosa di veramente buono?

Lo si scopre chiedendo aiuto agli altri. Prima di tutto far leggere il proprio manoscritto a qualcuno, va bene anche un amico ma lo sconsiglio, potrebbe dare dei giudizi legati al rapporto di amicizia, ci sono molte case editrici che offrono servizi di questo tipo. Se invece siamo proprio sicuri di aver scritto il “capolavoro”, proviamo ad inviarlo a qualche casa editrice ed accettiamo il giudizio: potrebbe piacere come no. In ogni caso domandiamoci se siamo disposti a modificarlo seguendo i consigli dell’editor. Se proprio non vogliamo cambiare una virgola allora ci conviene affidarci al self. Io ho avuto la fortuna di incontrare una casa editrice seria, che non mi ha mai promesso la luna, ci siamo confrontate sulle modifiche da fare, lavorando e limando il testo. Se tornassi indietro rifarei la stessa scelta.


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  • Da scrittrice hai delle “manie”, dei piccoli rituali, o sei più il tipo regolare, che si mette tutti i giorni davanti al pc a scrivere per un certo numero di ore?

Scrivere per me è un po’ come la cioccolata: ci sono quei giorni che hai proprio voglia di qualcosa di dolce ed altri no. Non sono assolutamente regolare, alcune volte mi attacco al pc e non smetto finchè non scrivo tutto quello che mi frulla nella testa, poi sono capace di rimanere giorni senza scrivere neppure una riga. In ogni caso scrivo quasi sempre di notte, quando tutto tace e posso ascoltare solo il rumore dei miei pensieri.


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  • Le tre donne protagoniste del tuo libro, Valentina, Amelia e Vanda, sono davvero ben delineate e definite. Ti sei ispirata a qualcuno o sono interamente frutto della tua fantasia?

Le mie tre donne sono inventate, come inventata è la loro vicenda. Purtroppo però nella loro finzione, rappresentano quell’immaginario collettivo femminile in cui le donne sono da secoli costrette a lottare per ottenere un loro ruolo nel mondo. Il grido di aiuto di Amelia, che arriva dal 1300: ”Io Esisto!” è ancora oggi quello di milioni di donne, invisibili in una società in cui tutto è omologato ed etichettato.


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  • Amelia è un personaggio che sicuramente resta nel cuore. Giovane e sola, ma molto in gamba e determinata a sopravvivere in un ambiente ostile, come molte donne nel corso della storia viene accusata di stregoneria per invidia e cattiveria. Ad Arcola c’è veramente qualche leggenda o storia di donne accusate di stregoneria?

Nella ricerca che ho condotto per scrivere La Linea del Destino, non ho trovato in alcun registro o atto, anche della Chiesa, documenti riconducibili a donne accusate di stregoneria. E’ vero comunque che in epoche più recenti, in alcune zone del territorio, si fa menzione invece di donne guaritrici attraverso rimedi tramandati per via orale da madre a figlia.


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  • Nel tuo libro parli di alcuni piatti tipici di Arcola: ravioli al tòco e coniglio all’arcolana. Sono piatti che fanno parte del tuo vissuto, magari di qualche tradizione di famiglia, o sono semplicemente piatti tipici di Arcola?

Ravioli e coniglio sono i piatti della festa. Fanno completamente parte del mio vissuto, ancora oggi, la domenica quando ci ritroviamo tutti a casa dei miei genitori sono i piatti che mia madre prepara abitualmente. Non dimentichiamo che il raviolo, come tutte le paste ripiene, viene da sempre associato alla maternità e dunque al concetto di famiglia. Il tòco poi non è altro che il classico ragù, un sugo di carne ricco e saporito perfetto con la pasta fatta in casa.


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  • Qual è il tuo rapporto con la cucina? Sei una brava cuoca?

Non amo moltissimo mangiare, ma cucino. Mi piacciono i piatti semplici, tipici della cucina mediterranea e prediligo il pesce. Sono particolarmente brava con le paste saltate in padella, inventando spesso piatti con tutto quello che trovo nel frigorifero. Imbattibile con i dolci al cucchiaio.


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  • Hai organizzato alcuni eventi che hanno unito cibo, tradizione e storie di donne e streghe. Come è nata l’idea?

E’ stata un’esperienza entusiasmante e che mi ha permesso di imparare molto, soprattutto sui cibi che da sempre sono abbinati al mondo femminile, sia in modo positivo che negativo. Tutto è nato dalla proposta di un agriturismo di organizzare una presentazione del mio romanzo da loro. Mi piaceva fare qualcosa di diverso e quindi ho chiesto aiuto a due care amiche: una giornalista appassionata di cucina e una storica appassionata di storia locale. Ne è nato un evento perfetto, con un menù ricavato dalla cucina medievale dei viandanti sulla via Francigena e letture di alcuni stralci della Linea del Destino.
Ecco il link della serata http://www.ilsecoloxix.it/p/eventi/2017/08/25/ASF4CL4I-dedicata_misteri_profumi.shtml


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  • In questo romanzo, gli uomini giocano un ruolo marginale o quello del cattivo. Non hai avuto paura che questo potesse diventare motivo di critiche?

Purtroppo nel mio romanzo questi ruoli erano funzionali alla storia. Non credo che qualche uomo si sia offeso, anche perché purtroppo, malgrado gli uomini della storia siano terribili, la causa della morte di Amelia è stata una donna. Devo ammettere, con rammarico, che molte donne non hanno ancora imparato il valore della solidarietà femminile, che io credo fermamente esista.


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  • Nel libro c’è un pizzico di paranormale, è un elemento autobiografico, credi davvero che nella vita di ogni giorno ci sia qualche elemento di magia, o è solo funzionale alla storia?

La vita stessa è magia: i sogni, le speranze e i desideri sono magia. Personalmente non credo di poter vivere in un mondo in cui la logica prevalga, credo o forse ho bisogno di credere che ci sia qualcosa intorno a noi, che ci parla se noi abbiamo la sensibilità di ascoltare.


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  • Cosa consiglieresti a chi volesse iniziare questa professione?

Tanta umiltà, rimboccarsi le maniche, fare squadra con altri scrittori, senza personalismi e soprattutto leggere, leggere moltissimo. Non credo a tutti quelli che dicono: io scrivo, non ho tempo di leggere.
Grazie mille per la disponibilità


16990974_10212200095547970_891429569_o-320x320Ho conosciuto Daniela Tresconi grazie a Thriller storici e dintorni.
Un blog che nasce dal gruppo facebook Thriller Storici e Dintornicreato da Roberto Orsi nell’Agosto del 2015. Un gruppo di appassionati lettori, amanti della storia, del thriller e di tutto ciò che è legato al magico mondo dei libri.

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