Food idioms

Poor as Job’s turkey


Adoro le espressioni idiomatiche non solo perché rendono il nostro modo di parlare e scrivere più ricco e colorito, ma anche perché spesso hanno dietro una storia. Visto che oggi negli Stati Uniti si festeggia il Thanksgiving, il giorno del Ringraziamento, ho scelto come protagonista del nostro idiom il povero tacchino, che oggi sarà la portata principale di tante tavole americane e non solo.


Poor as Job’s turkey” letteralmente significa “povero come il tacchino di Giobbe”, che, detto tra noi, se non sapete tutta la storia, non significa un granché. Non fosse che il povero Giobbe è proprio il personaggio biblico, quello famoso per la sua pazienza, avete mai sentito dire: “qui ci vuole la pazienza di Giobbe”? Ecco, proprio lui.

Giobbe, nella Bibbia è un signore molto ricco e pio. Un giorno nasce una disputa tra Dio e Satana, perché quest’ultimo sostiene che la rettitudine di Giobbe è solo una facciata davanti a Dio, per non essere punito e mantenere le sue ricchezze. Dio allora concede a Satana di mettere alla prova Giobbe e il diavolo pensa bene di portagli via proprio tutto: ricchezze, beni, figli (fa in modo che nel crollo della sua casa muoiano tutti i sette figli e le tre figlie) e lo testa con tutta una serie di disgrazie, ma Giobbe resta incrollabile nella sua fede e non bestemmia mai Dio. In premio per la sua fede si vede riconoscere il doppio delle sue ricchezze e gli vengono concessi altri sette figli e tre figlie.

Nel 1792 un giudice, tale Thomas Chandler Haliburton, inizia a pubblicare su un giornale della Nuova Scozia, una serie di storielle con lo pseudonimo di Sam Slick.
Un giorno scrive di un tale e per indicare che era davvero poverissimo si inventa che era più “povero del tacchino del povero Giobbe” il quale, povero tacchino, nella storia di Sam Slick aveva come unica ricchezza una piuma della coda. Questa espressione colpì molto il pubblico ed è rimasta come modo per indicare che qualcuno è davvero povero.

A meno che non siate poveri come il tacchino di Giobbe, oggi è il giorno giusto per ringraziare, Dio, la sorte, il Karma o quello che preferite, delle nostre benedizioni.

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