Il panettone – Emilio Longoni

Titolo:Il panettone
Autore: Emilio Longoni
Anno: 1882
Ubicazione: (?)

Il quadro
Nel 1800 la produzione di nature morte costituiva già una scuola che a Milano gravitava intorno all’Accademia di Brera che aveva affidato nel 1863 a Luigi Scrosati, un pittore e decoratore specializzato in ritratti e nature morte floreali, la cattedra di ornato.
Tra gli artisti che inizialmente frequentano l’Accademia troviamo proprio Emilio Longoni, che però in quel primo periodo non vede riconosciuto il suo talento.
Longoni fatica a frequentare i corsi tradizionali di pittura a causa della sua condizione economica abbastanza precaria e per questo si adatta a fare diversi lavori, compreso l’imbianchino e il decoratore.
Agli inizi del 1880 torna a Milano, dove incontra un ex compagno di corso dell’Accademia di Brera che lo presenta ad Alberto e Vittore Grubicy de Dragon, due galleristi che svolgevano anche opera di mecenatismo e che presero Longoni sotto la loro ala.
Emilio Longoni può così esercitare la sua arte e decide di concentrare la sua produzione sulle nature morte. Questo quadro è stato dipinto proprio all’inizio della sua produzione.

Il soggetto
Il panettone ha una storia tanto antica quanto misteriosa.
Secondo alcuni studiosi il panettone era già presente sulle mense milanesi nel ‘200, mentre alcuni lo fanno “nascere” intorno al ‘400.
All’inizio il panettone era un pane condito con miele, uva secca e zucca.
Bisognerà aspettare il 1847 perché il panettone inizi ad assomigliare al panettone che conosciamo oggi per opera di Paolo Biffi, il celebre pasticcere milanese, prima, che ne fece dono a Pio IX e ad Angelo Motta, che all’inizio del ‘900 gli diede la forma a cupola e iniziò a proporlo nel pirottino di carta, elementi che caratterizzano il panettone ancora oggi.

La nascita del panettone è caratterizzata da due leggende che ne giustificano il nome:
secondo la prima, nata alla fine del ‘400, Ugo, figlio del condottiero Giacomo Degli Atellani, per far colpo su Adalgisa, figlia del pasticcere Toni, commissionò al padre della ragazza uno speciale pane arricchito. Il dolce fatto di burro, uova, zucchero, cedro e aranci canditi ottenne il risultato sperato, e così molti nobili iniziarono a regalare il “pan del Toni” alle proprie innamorate.

Secondo la seconda leggenda invece, la nascita del panettone è opera dei cuochi della corte del duca Ludovico Sforza, che per celebrare la festività del Natale prepararono un pane contenente acini d’uva. Per una disattenzione di Toni, l’addetto al forno, l’impasto si bruciò esternamente formando così una spessa crosta.
Il dolce fu molto apprezzato dai cortigiani che lo chiamarono il “pan del Toni”.

Secondo me
Al di là dei meriti artistici di quest’opera, mi è sembrato giusto trovare spazio nel mio calendario dell’avvento a uno dei più tipici dolci del Natale italiano (anche se confesso di preferire di gran lunga il pandoro).

Per approfondire
https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Longoni

Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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