La canestra di frutta – Caravaggio

Titolo: La canestra di frutta
Autore: Caravaggio
Anno: 1594/1598
Ubicazione: Pinacoteca Ambrosiana, Milano

Il quadro
Questo famosissimo quadro di Caravaggio è il primo esempio di natura morta della tradizione artistica italiana. Commissionata dal cardinale Federico Borromeo, fu realizzata tra il 1594 e il 1598, che la conservò nella Biblioteca Ambrosiana (che in seguito diventerà la Pinacoteca Ambrosiana).
Se la natura morta ai tempi di Caravaggio era un genere nuovo in Italia, non si può certo dire che non avesse una consistente tradizione in Europa, dove i pittori fiamminghi erano sicuramente maestri in questo tipo di rappresentazione sin dal XV secolo.
In quest’opera Caravaggio non mira alla rappresentazione del bello, ma del vero, per questo motivo la frutta presenta imperfezioni, esattamente come la frutta vera, che può bacarsi e presentare zone più scure e foglie con dei fori o leggermente secche. Tutto questo non mostra solo la realtà delle cosa, ma dimostra anche la caducità della vita.

Il soggetto
In questo quadro ci sono diversi frutti, ma quello che colpisce di più è sicuramente la mela in primo piano, che è visibilmente bacata.
La mela è un frutto che frequenta le nostre tavole sin dai tempi del Neolitico, quando fece la sua prima comparsa in Asia Centrale. Il lungo viaggio della mela nel mondo la vede prima in Egitto, quindi in Grecia e poi, tramite i Romani, in Italia e in tutta Europa.
Grazie ai coloni la mela si diffonde poi in tutto il continente americano prima e in Australia e Nuova Zelanda poi.
La diffusione delle coltivazioni in tutto il mondo sono dovute principalmente alla facilità con cui è possibile coltivarla e conservarla una volta raccolta, al punto che oggi la mela è il frutto più coltivato e diffuso in tutto il mondo.
La lunga frequentazione dell’uomo con questo frutto ha lasciato il segno un po’ in tutte le tradizioni: nella mitologia greca abbiamo le mele d’oro sacre a Era del Giardino delle esperidi che donavano l’immortalità, e non dimentichiamo il pomo della discordia, che ha dato origine alla guerra di Troia; nella tradizione cristiana abbiamo la mela di Adamo ed Eva (frutto dell’albero del bene e del male, che donava la conoscenza), che ha provocato la cacciata dell’uomo dall’Eden, mela che viene riabilitata qualche secolo dopo, almeno nell’arte, visto che nell’iconografia cristiana viene spesso raffigurata nei quadri di Madonne con il Bambino.
Come dimenticare poi altre mele famose: quella di Guglielmo Tell, la mela di Isaac Newton, quella di Biancaneve. E l’elenco potrebbe andare avanti più o meno all’infinito.

Secondo me
La cosa che mi colpisce di più in questo quadro è la differenza tra il realismo e la plasticità della frutta contenuta nel cesto e l’assoluta piattezza e anonimia dello sfondo. Questo permette di apprezzare ogni singolo dettaglio del cesto di frutta, dal cesto in sé e per sé, di cui si può apprezzare l’intreccio preciso, a ogni singolo frutto, i fichi, le pere, l’uva. Altro particolare strabiliante sono le foglie: alcune sono intatte, altre sono mangiucchiate dagli insetti, altre ancora sono secche e arricciate, proprio come nella frutta vera.

Per approfondire
https://www.analisidellopera.it/caravaggio-canestra-di-frutta/
https://www.theartpostblog.com/natura-morta-caravaggio-canestra-di-frutta/
https://www.colturaecultura.it/content/aspetti-storici-e-artistici-1

Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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