La polenta – Pietro Longhi

Titolo:La polenta
Autore: Pietro Longhi
Anno: ca. 1740
Ubicazione: Museo del Settecento Veneziano, Ca’ Rezzonico, Venezia

Il quadro
Questo quadro fa parte di un gruppo di opere dipinte da Pietro Longhi, che ritraggono scene di vita contadina: La polenta, La filatrice, Le lavandaie e L’allegra coppia.
Questo tipo di pittura, nota come pittura di genere, si basa sulla rappresentazione, a volte anche parzialmente caricaturale, di scene di via quotidiana delle varie classi sociali. E anche conosciuta come conversation piece, un genere pittorico del XVII – XVIII secolo nato nei Paesi Bassi, ma molto diffuso anche in Inghilterra, che ritrae persone durante una conversazione o in scene di vita quotidiana.
Nei suoi dipinti di genere Longhi rappresenta la vita di tutti i giorni con uno spirito allegro e malizioso, un po’ come Goldoni nelle sue commedie.

Il soggetto
La polenta è un alimento molto antico, conosciuto già al tempo degli egizi che la preparavano con la farina d’orzo. Al tempo dei romani, invece, veniva preparata con farro e miglio ed era chiamata puls, nome da cui deriverebbe l’attuale denominazione di polenta.
La polenta, come la conosciamo oggi, preparata con la farina di mais, si diffonderà nel nord Italia già dalla metà del 1500. Questo perché il mais era apprezzato e pian piano andava a sostituire le coltivazioni di altri cereali sin dalla sua comparsa in Europa intorno al 1525.
Sin dagli inizi la polenta sarà un cibo destinato alle classi più povere e il mais verrà usato tanto per l’alimentazione umana che per quella degli animali da cortile. Solo a partire dal 1700 la polenta farà la sua comparsa sulle tavole delle classi più ricche, nella veste di cibo esotico accompagnato, a differenza delle tavole povere, da carni di vario genere.
Per molto tempo la polenta resterà comunque un piatto povero, come tipica della povera gente è la malattia che deriva dal consumo quasi esclusivo di polenta: la pellagra.
Conosciuta già in Spagna sin dal 1735 come “mal della rosa”. La pellagra è causata dalla carenza di vitamine del gruppo B, niacina (vitamina PP) o di triptofano (l’amminoacido necessario per la sua sintesi). Queste sostanze si trovano nel mais, ma possono essere assimilate solo dallo stomaco dei ruminanti oppure dal nostro stomaco se il mais è consumato insieme ad altri alimenti, ad esempio al latte.

Secondo me
Questo quadro mi ha colpita soprattutto per l’allegria che trasmette e per la sua attualità. Mi piace la sua luminosità, i sorrisi sulle facce dei soggetti, la sua quotidianità. La parte che mi piace di più però, è il suo essere senza tempo: è un quadro del 1700 che potrebbe essere stato dipinto anche ai giorni nostri. Certo, gli abiti non corrispondono alla nostra epoca, ma la polenta la facciamo tutti, non dico ogni domenica, ma spesso, e gli strumenti sono ancora quelli: il paiolo per cuocerla e l’asse per versarla. La polenta è ancora quella, farina gialla cotta nell’acqua. È un quadro antico che rappresenta una realtà valida ancora oggi.

Per approfondire
https://www.atuttarte.it/artista/longhi-pietro.html

Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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