Niente critiche, grazie.

Qualche giorno fa ho condiviso sul mio profilo personale un video di una professionista che, durante un evento, parlava della gestione dei ritmi di lavoro.
Non ho condiviso il video perché mi piacesse, ma per vederlo con calma in un momento di pausa. Il video era, almeno per me, oggettivamente brutto, generico e molto poco interessante. Tra un commento e l’altro con una collega l’abbiamo letteralmente massacrato. Durante questa operazione di critica distruttiva, arriva un commento: “Certo che siete proprio tremende!”.

Questa cosa mi ha fatto riflettere su due questioni:
1) anch’io che non amo particolarmente Facebook e i social media in generale, soprattutto per l’uso disattento che se ne fa, a volte dimentico che quello che si scrive sui social non è mai privato, nemmeno se stai scrivendo sul tuo profilo personale.
A volte ci si dimentica che quando si scrive sui social non si è al bar sotto casa dove si può spettegolare liberamente (e anche lì parliamone), ma che altri leggono, condividono e diffondono opinioni, anche scioccamente cattive, che dovrebbero restare private.

2) Che non dovremmo mai dimenticare la massima: “Loda in pubblico e critica in privato“.
Il che non significa essere ipocriti o sparlare dietro la schiena, significa che se il servizio o il prodotto che ho acquistato da te non mi piace, a ragione o a torto, non vado in ogni piazza dove qualcuno è disposto ad ascoltarmi per massacrarti di critiche, ma ti contatto direttamente e ti dico che il tuo servizio/ prodotto non mi è piaciuto, lo posso fare anche in modo duro, ma a tu per tu. Ti spiego che non sono rimasta soddisfatta del tuo lavoro e ovviamente ti spiego pure perché, anche senza tanti giri di parole, ma in privato.

Salvo scivoloni da pettegolezzo, in genere pubblico solo recensioni positive di libri, corsi, eventi, oggetti che compro, ecc… Non perché sono buona (o buonista, perché oggi essere buoni è una colpa) o all’insegna del volemose bene, ma perché la critica ha un senso solo se costruttiva e se si dà all’altra persona l’opportunità di spiegare le proprie ragioni. Perché è facile criticare, molto meno fare. E poi perché sbagliare è un attimo e può capitare a chiunque ed essere massacrati per l’unica volta che hai sbagliato, per l’unica volta che hai pubblicato un post al volo senza rileggerlo e ti sono scappati due errori due di grammatica e/o d’ortografia, per l’unica volta che l’evento, il corso o altro che hai organizzato non è stato più che perfetto, brucia e pure tanto.

A volte qualcuno dice: “Troppo facile, se un servizio/prodotto riceve solo recensioni positive sembra buono, ma in realtà è una falsa immagine”.
Non sono d’accordo, se le recensioni positive sono vere secondo me no.
Il danno lo fanno le recensioni positive fatte solo per amicizia, perché ti do una mano a crescere e dico che il tuo prodotto è buono senza averlo provato o se fornisco una recensione positiva anche se l’ho provato e non mi è piaciuto perché penso di ricavarne qualcosa, per mille altri motivi che nulla hanno a che vedere con la ragione che dovrebbe spingere a scrivere una recensione positiva.

Le recensioni, positive o negative che siano, sono opinioni, punti di vista, non sono il Verbo. Tuttavia, mentre le recensioni positive non possono fare danni, quelle negative possono stroncare il lavoro di una persona e bisognerebbe pensarci due volte prima di scriverle davanti al mondo. Anche perché bisognerebbe ricordare che il mondo va avanti anche senza la nostra illuminata opinione su tutto.

E tu, come ti comporti? Trovi giusto scrivere recensioni negative? Oppure ti è capitato di ricevere recensioni cattive? Come ti sei comportato/a?


Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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2 commenti

  1. Non sono d’accordo sul fronte recensioni. COme giustamente ti è stato fatto notare la presenza di sole recensioni positive, seppur vere, falsa il giudizio. Ti faccio un esempio pratico: qualche mese fa ho comprato un tiragraffi per casa ovviamente controllando le recensioni e trovandole buone. Bene, il prodotto dopo poco che l’ho avuto in casa si è rivelato inadatto alle mie esigenze e l’ho scritto perchè quel commento negativo, vero, può essere utile a chi si trova nelle mie stesse condizioni e non lo trovo sbagliato. Idem con un libro: dovessi leggere solo commenti positivi penserei di trovarmi davanti un buon prodotto ma magari leggendo delle critiche potrei invece farmi un’altra opinione (perchè magari mettono l’accento su elementi per me importanti) ed evitare di buttare soldi. Critiche e lodi devono essere fatte in maniera veritiera e oggettiva perchè solo in questo modo possono essere utili sia agli utenti che anche, magari, ai produttori.

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  2. Secondo me non è proprio un commento negativo. Se scrivo una recensione su un abito dicendo che l’ho dovuto restituire perché la vestibilità non corrisponde alle taglie indicate, non sto facendo un commento positivo, ma pur nella sua negatività il commento è utile a qualcuno. Il commento negativo, la stroncatura, arriva nel momento in cui dico che è un vestito da quattro soldi e che è orrendo. Non do indicazioni utili a nessuno ed esprimo un’opinione personale che nei fatti è una stroncatura.

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