Vita da freelance

Caro bujo ti lascio

bullet journal


Caro bujo ti lascio,
dopo un anno insieme tra noi è finita. No, non temere, non sei tu, sono io.
Non è nemmeno per la spesa (anche se in un anno, tra prove e tentativi, quaderni puntinati, rigati e quadrettati mi sei costato un patrimonio) è che proprio non sei il mio tipo.

Un abbraccio
Debora

Ebbene sì, dopo un anno, un corso, due Leuchturm e una Moleskine puntinate, svariati quaderni puntinati e non, alla fine mi sono arresa, il bullet journal (bujo per gli amici) non fa proprio per me.

Non è che non ci abbia provato, ho messo in pratica ogni possibile layout settimanale, mensile, annuale, giornaliero, verticale, orizzontale, un po’ e un po’. Non mi sono lanciata in disegni creativi solo perché disegno come quando avevo due anni, e già allora a disegnare ero scarsina anche considerando l’età.
Nulla, qualsiasi impostazione mi piace le prime due settimane e poi mi stanca, non la trovo più utile, mi impiccia: non c’è abbastanza spazio per scrivere, mi resta troppo spazio per scrivere, non riesco ad evidenziare gli appuntamenti e rischio di perdermeli, ho viste troppo affollate o troppo particolareggiate. Insomma un caos.
A questo si aggiunge il fatto che, diciamocelo, dover scrivere in ogni layout le date è una vera e propria scocciatura.

Ultimo, ma non meno importante, mi sono resa conto che il tempo dedicato a cercare layout , disegnare layout, inserire e re-inserire impegni , eventi e simili nel layout di turno, era diventato un’enorme perdita di tempo e una fonte di distrazione continua dal lavoro. E visto che nessuno mi paga per disegnare layout del bullet journal direi che non ne valeva proprio la pena.

Quando mi sono lanciata nell’idea del bullet journal ho pensato che fosse la soluzione ideale: personalizzabile al massimo, flessibile, pareva dovesse ovviare al difetto maggiore delle agende, ovvero, poter gestire ogni singolo aspetto della mia vita privata e lavorativa in un unico posto. In più diciamocelo, per chi come me ha un debole per quaderni di ogni tipo e foggia l’idea di avere una scusa valida per aggirarmi per le cartolerie o navigare senza fine su Amazon alla ricerca del quaderno perfetto non mi sembrava vera.
Poi qualche settimana fa grazie alle Pillole di produttività di Alessia Simoni mi sono impegnata per alcuni giorni a tracciare le mie attività per vedere quali fossero le maggiori “voci” di spreco di tempo e mi sono resa conto dell’enorme quantità di tempo che mi portava via il bujo.

Così due settimane fa mi sono precipitata alla Feltrinelli vicino a casa sperando ci fosse ancora qualche agenda decente (a febbraio inoltrato non è poi così scontato) e me ne sono tornata a casa con una classica settimanale 12 mesi.
Non è perfetta, l’agenda perfetta non esiste, questo è vero, ma è funzionale e non perdo tempo a segnare date e giorni, insomma, fa l’agenda.
Soprattutto ho abbandonato l’idea di dover gestire a tutti i costi ogni mia attività in un solo posto; oltretutto non è che sia proprio questo dramma, visto che lavoro per la maggior parte del mio tempo da casa.
Adesso ho la classica agenda settimanale abbastanza grande per poter segnare tutti gli impegni e le scadenze, ma non troppo  ingombrante da poterla infilare in borsa, in abbinata uso un quaderno “tuttofare” per piano editoriale, to do list e appunti vari.

Una volta di più ho dovuto constatare che non esiste lo strumento perfetto, ogni strumento, app, programma, sistema, ecc. perfetto per qualcuno si può rivelare un’inutile perdita di tempo per un altro.
Esiste quello che funziona per te, quello che ti permette di ottimizzare tempo e lavoro, quello che valorizza chi sei e cosa fai, non esistono formule magiche e soluzioni buone per tutti. Alla fine per un libero professionista, come e più che per un’azienda, è importante eliminare le perdite di tempo, perché, sarà banale, ma il tempo è denaro.

E tu, hai trovato il tuo strumento perfetto?

5 pensieri riguardo “Caro bujo ti lascio”

  1. Nooo una storia finita male con questo “Bujo” (non sapevo si chiamasse così!!!). Io non ho mai provato, ma mi incuriosiva molto, però penso che avrei il tuo stesso problema di tempo!!! Credo che ci proverò un giorno, ma hai ragione: non esiste uno strumento valido per tutti! Io per ora mi sto trovando bene usando die agende mensili, una anonima e una di La mente è straordinaria, più un planner settimanale di immediata fruizione!

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    1. È allo stesso tempo bellissimo e un’inutile perdita di tempo. Credo che sia più indicato per studenti e lavoratori che hanno una routine più o meno fissa, dove non hai bisogno di fare una pianificazione in alcuni casi annuale (come per le fiere) o di trimestre in trimestre. Però mi sono divertita, quindi non sono pentita di averci provato 🙂

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  2. Ci ho provato anche io col Bujo, ma sono arrivata alle tue stesse conclusioni! 🙂
    Premesso che l’agenda ideale non esiste, io mi sto trovando (discretamente) bene con la classica organizer ad anelli formato Personal. Adoro la possibilità di spostare le pagine e riciclarle a cavallo degli anni.
    Il Bujo è un ottimo antistress, se hai un po’ di tempo da perdere. 😉

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