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Harry Brearley

stainless steel


Capita spesso nella storia della scienza e della tecnologia, di imbattersi in persone che hanno inventato qualcosa, mentre cercavano di scoprire qualcosa di completamente differente. È il caso di Harry Brearley.

Harry Bearley è il figlio di un operaio siderurgico di Sheffield, nel Sud Yorkshire in Inghilterra,  che nel 1883, all’età di 12 anni, lasciò la scuola per andare a lavorare con il padre, anche se continuò a studiare per conto proprio e in seguito frequentò delle scuole serali. Passò da un lavoro all’altro, finché si ritrovò a lavorare per James Taylor responsabile di un laboratorio di chimica, che scoprì la sua predisposizione per lo studio dei metalli. Taylor gli insegnò tutto quello che conosceva, dalla matematica alla chimica, prima di trasferirsi in Australia.

Nel 1903 Brearley si trasferì in Russia, a Riga, per lavorare come chimico, tornerà in Inghilterra nel 1909. Nei suoi lavori Brearley studiava i metalli, il loro comportamento, la composizione e le leghe metalliche, tra cui l’acciaio, una lega composta principalmente di ferro e carbonio (fino all’1,7%, oltre si parla di ghisa). In Russia Brearley si occupava di studiare una lega di acciaio che rendesse più resistenti i gusci esterni dei proiettili destinati al fronte, visto che la Russia era in guerra contro il Giappone. I proiettili preparati con la lega creata da Brearley furono chiamati “Sentinels” e passarono tutti i test di resistenza.

Questi studi gli valsero la fama di esperto in siderurgia, così nel 1909, tornato in Inghilterra, fu chiamato come responsabile del neonato laboratorio di ricerca di due delle più grandi società siderurgiche di Sheffield, il Brown Firth Research Laboratories.
All’epoca Sheffield produceva oltre la metà dell’acciaio europeo e il 90% dell’acciaio inglese. A Brearley fu affidato il compito di trovare una lega di acciaio per produrre l’interno delle canne per le armi da fuoco che non si deteriorasse.

Sfruttando gli esperimenti compiuti in Russia, Brearley provò e riprovò, variando le temperature e le composizioni della lega, a realizzare quanto richiesto. Iniziò ad aggiungere alla lega il cromo.

Nel sottoporre la nuova lega a delle prove con una soluzione di acido nitrico, si accorse che era resistente alla corrosione da parte degli agenti chimici. Si accorse inoltre che questa nuova lega non si arrugginiva, era l’agosto 1913.

Tuttavia, inviati dei campioni per la produzione delle canne delle armi da fuoco, l’acciaio di Brearley si rivelò inefficace.
Verso la fine del 1913 Brearley pensò di proporre la sua nuova lega all’industria delle posate, molto diffusa a Sheffield, industria che utilizzava l’acciaio a base di carbonio, meno resistente rispetto al nuovo acciaio e che per di più aveva la tendenza ad arrugginirsi.

Le prime fabbriche a cui Brearley inviò le barre del nuovo acciaio lo definirono impossibile da lavorare e respinsero inorridite l’idea di un acciaio che non si arrugginisse. Il nuovo acciaio di Brearley sembrava completamente inutilizzabile.

Nell’estate del 1914 Brearley conobbe Ernest Stuart, produttore di posateria, che nonostante lo scetticismo iniziale, accettò di fare un tentativo per produrre dei coltelli da formaggio con l’acciaio di Brearley. Stuart riuscì nel tentativo, ma dichiarò che i suoi stampi si erano tutti rovinati e che quindi l’acciaio era davvero impossibile da lavorare. Si lasciò comunque convincere a fare un secondo tentativo, ma lavorò l’acciaio a temperature talmente alte che i coltelli realizzati risultarono fragilissimi una volta raffreddata la lega. Per il terzo tentativo venne chiamato lo stesso Brearley, che, pur non sapendo nulla dell’industria della posateria, conosceva le temperature giuste per lavorare la propria lega d’acciaio.

Il successo fu tale che nel 1915 la pubblicità di questo nuovo acciaio comparve persino sul New York Times.
Brearley aveva chiamato il suo acciaio “rustless steel“, acciaio senza ruggine, mentre Stuart scelse il nome che tutti conosciamo, “stainless steel“, acciaio senza macchia.

Ma la felicità di Brearley fu brevissima. La Firth, l’azienda per cui lavorava, rubò l’invenzione a Brearley e depositò un brevetto per il nuovo steinless steel. Nel dicembre 1914 Brearley si licenziò.

All’inizio del 1915 Brearley fu contattato da uno sconosciuto, John Maddox, che si offrì di aiutarlo ad ottenere il brevetto della sua invenzione negli Stati Uniti. Su consiglio di Maddox, Brearley depositò un brevetto nel Marzo 1915 negli Stati Uniti che venne respinto perché esisteva già un brevetto per quel tipo di acciaio in Gran Bretagna. Nell’aprile dello stesso anno Brearley depositò in Canada un brevetto per acciaio malleabile per posate, riuscendo così ad ottenere il brevetto.  La prospettiva di problemi sul brevetto negli Stati Uniti, convinse la Firth a cedere metà del brevetto a Breaverly che rientrò nella compagnia. Nel 1917 nasce il Firth-Brearley Stainless Steel.


Nota: gran parte delle informazioni per questo post provengono dal libro di Harold M. Cobb “The history of Stainless Steel“, eventuali errori temo siano farina del mio sacco.

 

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