Food people

Calvin Trillin

Calvin Trillin


Calvin Trillin è un giornalista, scrittore, poeta, umorista ed editorialista del New Yorker. È anche un food writer e ha iniziato a scrivere di cibo in un periodo in cui la definizione food writer non esisteva ancora. Probabilmente per questo motivo l’ottuagenario scrittore preferisce definirsi

“an amateur who uses his regional food pieces to explore overlooked aspects of American counties and towns”

ovvero un appassionato che usa i propri articoli sul cibo regionale per esplorare aspetti dimenticati delle province e delle città americane.

Scrive per il New Yorker dal 1963, inizialmente trattando temi di attualità, poi nel 1968 inizia a viaggiare per gli Stati Uniti e a scrivere articoli sui diritti civili, i viaggi, omicidi irrisolti, fiere di paese e, ovviamente, di cibo per una rubrica da lui creata per il New Yorker intitolata U.S. Journal. La produzione di Trillin è vastissima, solo per il New Yorker ha scritto più di trecento articoli alcuni dei quali sono stati successivamente raccolti in libri (questo è nella mia lista dei libri da leggere per il 2018).

Non più tardi dell’anno scorso Trillin è stato al centro di una feroce polemica per una sua poesia sul cibo cinese dal titolo Have They Run Out of Provinces Yet? dove prende in giro l’abitudine tutta americana (?) di chiamare il cibo cinese secondo le province della Cina (la cucina cantonese, la cucina del Sichuan, la cucina di Shanghai, la cucina di Hunan, la cucina di Fukien, ecc.) e inizia a chiedersi se finiranno mai le province della Cina utilizzate per nominare i vari stili. Trillin è stato accusato di razzismo, di utilizzare degli stereotipi offensivi nei confronti dei cinesi, ma lui si è difeso dicendo di essere stato frainteso e che la sua poesia sul cibo cinese non era molto differente da quella scritta qualche anno prima sulla cucina francese, e che l’intento era quello di deridere i tanti sedicenti intenditori di cucina e il loro atteggiamento un po’ snob.
I detrattori probabilmente dimenticano che Calvin Trillin, che è famoso per i suoi pezzi umoristici sul cibo, ha in realtà scritto numerosi articoli sui diritti civili e che il suo primo articolo sul New Yorker è stato proprio sulla desegregazione razziale.

Nel 1981 Trillin portò avanti un’insolita campagna per far nominare gli spaghetti alla carbonara piatto ufficiale del Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day) al posto del tacchino). Trillin portò a sostegno della sua tesi le seguenti argomentazioni (che ho tradotto molto liberamente):
1) Non ci sono evidenze storiche che i Padri Pellegrini abbiano effettivamente mangiato tacchino nel primo pranzo del giorno del ringraziamento. Quello che è certo è che non potevano aver mangiato nulla di buono.
2) Cristoforo Colombo, che probabilmente aveva portato con sé le linguine con le vongole, avrebbe preferito passare alla storia per aver detto che la Terra è un triangolo isoscele piuttosto che mangiare quello che mangiavano i Puritani inglesi.
3) Amo gli spaghetti alla carbonara (come dargli torto).
4) Di fatto il tacchino è qualcosa che al college danno da mangiare per punizione.

Come avete visto Trillin merita sicuramente una lettura, fosse anche solo per aver pensato di dedicare alla Carbonara la più tradizionale delle feste americane.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...