Food people

Eliza Acton

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Quando andiamo a cercare una ricetta ci aspettiamo che ci si presenti nella forma che tutti conosciamo: una lista di ingredienti con le quantità precise, tempi di preparazione e cottura, portate e magari anche la difficoltà, quindi, più sotto, la descrizione dettagliata, passaggio per passaggio, di come preparare il piatto che ci viene proposto.

Questa forma delle ricette è relativamente recente ed è comparsa per la prima volta nel 1845 in un libro di ricette scritto da una poetessa inglese, che si è dedicata alla scrittura delle ricette che lei stessa provava e sperimentava, su suggerimento del suo editore per guadagnare più soldi: Eliza Acton. Infatti in questo periodo i libri di ricette stavano avendo un buon successo di pubblico, quindi Eliza, seguito il consiglio del proprio editore, pubblicò il primo libro di ricette pensato per le famiglie e non scritto da cuochi per cuochi. Per assicurarsi che la realizzazione delle ricette fosse sempre un successo, Eliza scelse di scrivere in modo semplice e dettagliato separando la lista degli ingredienti dalla spiegazione dell’esecuzione della ricetta e aggiungendo tempi e misure. Il suo stile prevedeva inoltre una prosa semplice e punteggiata da un umorismo sottile e pungente.

Il libro contiene 1021 ricette suddivise in 23 capitoli e la stesura richiese ben 10 anni.
Il modo di scrivere semplice e lo stile accattivante garantirono un successo immediato al libro e le sue ricette furono copiate quasi immediatamente, tanto che nella riedizione del 1858 scriverà nell’introduzione una nota dove si lamentava dei numerosi casi di plagio.
In un altro famoso libro di cucina dell’epoca scritto da Isabella Beeton nel 1861, Mrs Beeton’s Book of Household Management, considerato uno dei maggiori libri di cucina e gestione della casa inglesi, pare che si possano trovare più di un centinaio di ricette di Eliza.

Il libro inizia con un “vocabulary of terms – principally French, used in modern cookery“, un glossario che spiega tecniche, ingredienti e strumenti impiegati nella realizzazione delle ricette; qui si può trovare anche la parola spaghetti così spiegata: Naples vermicelli. Sembra che questa sia la prima attestazione della parola spaghetti nella lingua inglese (nella mia edizione la parola in realtà è sparghetti, ma credo sia un errore di stampa). Segue il lunghissimo indice delle ricette che, come dicevo è suddiviso in 23 capitoli e comprende anche un capitolo sulle tecniche di pulizia e preparazione degli alimenti prima che siano cucinati. In fondo al libro c’è una prefazione all’edizione americana (perché il libro divenne molto popolare anche negli Stati Uniti), e una tabella per convertire pesi e misure. Nel libro si possono trovare anche consigli su come una “prudent housekeeper” debba allestire la tavola sia per la famiglia che per degli ospiti, garantendo varietà delle portate, evitando, però, le stravaganze.

Dopo pochi anni, nel 1857, pubblica un secondo libro di cucina, The English Bread Book, dove spiega la storia e le tecniche per la panificazione.
Appena due anni dopo Eliza, che era sempre stata cagionevole di salute, morì a soli 59 anni.

 

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