Quel certo rumore del sugo che cuoce

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Credo sia una cosa che capita a molti se non a tutti i traduttori: trovare in un testo una parola, sapere precisamente il significato, ma non riuscire a trovare un termine in italiano che la descriva perfettamente, o esattamente come vuoi tu. Certo è normale, non sempre c’è un termine equivalente al 100%, ma a volte la possibilità di rendere un determinato termine fino in fondo, senza appesantire la frase con giri di parole è importante per la buona riuscita della traduzione. A me è capitato nel tradurre un libro di ricette. I testi delle ricette solitamente contengono elenchi di passaggi dettagliati ed è fondamentale riuscire a essere precisi nel tradurre ogni passaggio affinché chi esegue la ricetta non commetta errori. Una parola che mi ha fatto impazzire è stata simmer; in sé non è una parola complicata, significa far bollire lentamente, far sobbollire. Però, però c’è un però. Oltre al fatto che sostituire una parola di cinque lettere con un’intera frase può creare problemi a livello di spazi e impaginazione, anche utilizzare sobbollire secondo me non rende davvero l’idea di simmer: secondo il dizionario Treccani significa sia bollire leggermente che far bollire pian piano. Per l’amor del cielo è giusto, ma il vero limite di sobbollire è che non contiene il profumo del sugo che bollendo pian piano si spande per casa, ed è un limite che, come dicevo, mi ha fatta impazzire, perché esiste un verbo, purtroppo dialettale, che sarebbe perfetto per rendere il concetto di simmer.  Perché il vero problema a volte è questo, la traduzione perfetta esiste, però è in dialetto. E a meno che non stiate traducendo un romanzo con una precisa ambientazione geografica, non si fa, non si può usare un termine dialettale. Peccato, perché lo sanno tutti: il sugo addà pippià.


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Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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