Novel food

Se siete persone attente e leggete abitualmente le etichette degli alimenti che comprate, e non mi riferisco solo alla data di scadenza, probabilmente vi sarà capitato di trovare la dicitura novel food. Di cosa di tratta?
La definizione di novel food secondo la legislazione europea è:

“Novel Food is defined as food has not been consumed to a significant degree by humans in the EU prior to 1997, when the first Regulation on novel food came into force”.

Quindi vengono considerati come novel food, o alimenti nuovi, tutti quegli alimenti che non siano stati consumati in modo significativo dall’uomo, nell’Unione Europea, prima del 1997.
È molto importante notare che la definizione fa specifico riferimento al consumo alimentare all’interno dell’Unione Europea, quindi un alimento che viene regolarmente consumato in altre parti del mondo, ma non all’interno dell’Unione Europea, viene considerato un novel food. Un esempio sono i semi di chia, provenienti dal Guatemala e dal Messico.
Viene considerato novel food anche qualsiasi alimento che sia stato recentemente sviluppato o prodotto con nuove tecnologie o nuovi processi produttivi o estratto da alimenti esistenti (un esempio sono gli yogurt addizionati di fitosteroli e stanoli di origine vegetale).

I novel food seguono il Regolamento CE 258 del 1197 (qui) che definisce nel dettaglio cosa rientri nella definizione di nuovo alimento e stabilisce i criteri per l’immissione nel mercato di questi prodotti. Le due caratteristiche principali che devono avere i novel food sono:
– non devono presentare rischi per il consumatore;
– non devono trarre in inganno il consumatore, il che significa, tra l’altro, che devono essere debitamente etichettati.

La procedura per l’immissione nel mercato dei cosiddetti novel food è piuttosto semplice e prevede controlli di vario tipo:
– bisogna presentare richiesta al Ministero della salute (per l’Italia);
– sulla base della documentazione fornita e delle prove scientifiche rilasciate, il Ministero della salute presenta una relazione di valutazione iniziale alla Commissione UE;
– la commissione provvede a inoltrare la documentazione agli altri Stati membri che possono fare delle osservazioni o obiezioni motivate;
– il richiedente deve rispondere a osservazioni e obiezioni con nuovi dati;
– se le risposte sono ritenute soddisfacenti, si acquisisce il parere dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare);
– l’autorizzazione (o il diniego) viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità.
I nuovi alimenti autorizzati vengono monitorati e l’autorizzazione viene rinnovata ogni cinque anni.
L’etichetta di questi alimenti deve riportare la dicitura novel food.

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Un pensiero su “Novel food

  1. Pingback: A can of worms – Debora Serrentino – Foodie Translator

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