Oltre la tariffa c’è di più

Questo post nasce come ideale risposta al post pubblicato oggi da Stefania Marinoni, (qui).
Stefania nel suo post parla di tariffe nel settore tecnico e dice che un neo-traduttore può proporsi con una tariffa di €0,06. Sarà vero?

Ho iniziato a propormi alle agenzie come traduttrice nel 2014 (partita IVA aperta il 2 gennaio, all’ufficio delle entrate c’eravamo io, l’usciere e il funzionario dell’agenzia), ma ho iniziato a lavorare per diventare una traduttrice professionale dalla metà del 2013: in quei sei mesi ho fatto tutte le ricerche di mercato possibili e immaginabili, letto libri, articoli, blog e tutto quello che ho trovato sulla professione oltre ad aver iniziato a collaborare per traduzioni pro bono (principalmente le traduzioni di TED) per farmi le ossa. Per  le tariffe mi sono orientata grazie al tariffometro di Turner e alle prime agenzie che ho contattato chiedevo €0,08. La maggior parte delle agenzie non mi ha risposto, e le poche che mi hanno risposto mi hanno chiesto di abbassare la tariffa. Le prime volte ho risposto no, poi ha preso il sopravvento la paura di non riuscire a iniziare, così ho accettato una tariffa più bassa e per il primo lavoro ho accettato €0,055. Poi ho iniziato a rispondere agli annunci su proz e da € 0,055 sono pian piano scesa a € 0,04 tariffa con cui ho “preso” le mie prime due agenzie fisse. Salvo una parentesi di un lavoro fatto a €0, 18 (con un’agenzia che non mi ha mai più pagata) la mia tariffa si è attestata più o meno lì (anche se ammetto di aver accettato qualche lavoro a meno nei periodi particolarmente tranquilli).
Il mese scorso, nel preparare la documentazione per il commercialista, mi sono resa conto che con quello che ho guadagnato tra il 2014-2016 non ci pago quasi nemmeno il commercialista stesso, figuriamoci Trados, i corsi di aggiornamento, i costi per partecipare a eventi di networking o alle fiere.
Sarebbe naturale pensare, come sento dire da molti, che il mondo delle traduzioni è quello, che con le traduzioni non si guadagna e che le colleghe che come Stefania raccontano ai novellini che quello delle traduzioni è un lavoro vero dove si guadagna mentono, o lavorano con combinazioni strane o non so che altro.
La realtà è ben diversa.

Nel 2014 quando ho iniziato a lavorare non avevo una specializzazione, non solo, avendo lavorato sempre in azienda ed essendo abituata a tradurre un po’ di tutto, mi proponevo per tradurre di tutto (anche i contratti, del resto ho fatto un corso di Legal English dove ho preso 30 e lode), in qualsiasi orario e in qualsiasi giorno dell’anno.
Nemmeno a dirlo ho sempre lavorato tantissimo durante le vacanze, specialmente quelle di Natale, il sabato e la domenica, e molto poco nei normali giorni di lavoro. Non scherzo, nella mia cover letter avevo specificamente scritto che ero disponibile anche nel week end e nei festivi e anche al lavoro serale (le frustate non le ho incluse, però volendo…) di conseguenza mi chiamavano per quello.
Non avendo scelto una vera specializzazione, almeno fino alla fine del 2015, ho sempre puntato alle agenzie più generiche, quelle che traducono qualsiasi documento in qualsiasi lingua a prezzi convenientissimi. È abbastanza scontato che se punti le agenzie che ai clienti si propongono con tariffe da €0,08 (le ho viste, ci sono) non è che tu come traduttore puoi pensare di chiedere € 0,06.
Come se non bastasse, con la scusa di far rendere i soldi pagati per l’account premium di proz, mi sono fossilizzata lì, non sono praticamente andata oltre le risposte degli annunci.
Ovviamente non ho quasi ma chiesto né feedback scritti (chiedere, che vergogna!) delle agenzie con cui ho lavorato, né la possibilità di indicarli come referenze e, soprattutto, ho sempre aspettato che fossero loro a richiamarmi (se mi vogliono mi cercano).
Di uscire dalla mia comfort zone e osare a contattare seriamente clienti diretti o agenzie di un certo livello nemmeno a parlarne.

Ecco questo è il metodo perfetto per ritrovarsi dopo tre anni con un reddito pietoso e la convinzione che il mondo delle traduzioni sia quello, non ci si scappa chi dice il contrario mente.
Invece Stefania Marinoni ha ragione, la tariffa di €0,06 è più che ragionevole, anche per chi è agli inizi.

Tu che vuoi fare il traduttore devi svegliarti; smettila di chiedere nei gruppi di facebook come si diventa traduttore, hai mai visto un idraulico chiedere in giro “scusi, come si diventa idraulico?”.
Proz non è il male, non è brutto, sporco e cattivo, ovvio se ti proponi per due soldi ti pagano due soldi, e sì, il 90% degli inserzionisti cerca traduttori da due soldi, ma resta sempre un 10% che vuole dei professionisti, sta a te decidere che tipo di traduttore sei.
Leggi la tua cover letter, oppure falla leggere a qualcuno, magari è un orrore insulso come la mia, dove ti offri di fare qualsiasi cosa.
Cura Linkedin e soprattutto smetti di frequentare esclusivamente i gruppi dei traduttori. Intendiamoci, adoro le mie colleghe, con alcune ho anche un rapporto che potrei definire di amicizia, anche se per lo più virtuale, ma rendiamoci conto, i tuoi colleghi non ti danno lavoro (giustamente!), se sono in gamba ti possono dare dritte, consigli e sei già fortunato che condividano con te la loro esperienza. Entra a far parte dei gruppi di professionisti del settore dove sei specializzato, fai networking professionale anche in rete.
Fai marketing come se non ci fosse un domani, quando sei agli inizi almeno il 70% del tuo tempo deve essere dedicato a quello, ma deve essere marketing mirato e intelligente, se mandi un cv tanto per mandarlo, lo mandi a tutti, senza fare una selezione, sempre lo stesso, magari accompagnato dalla summenzionata cover letter orrenda, stai perdendo tempo non stai facendo marketing.
Ma soprattutto, osa, osa, esci dalla tua comfort zone, la sindrome dell’impostore è una scusa è come quando chiedono alla modella bellona di turno se pensa di essere bella e lei risponde “non mi sento più bella di altre donne, sono una normale, anzi, da ragazzina ero bruttissima”, certo e io sono la fata turchina. Se fai il traduttore devi essere capace di farlo, che hai studiato a fare?, se non ti senti sicuro studi e ti migliori, soprattutto ti svegli e smetti di piangerti addosso e di impiastrare i social con i piagnistei su quanto il mondo della traduzione sia brutto e cattivo.
Proponiti con tariffe da professionista, non tanto e non solo per rispetto dei colleghi e della categoria, che volendo potrebbe anche non importartene meno, ma per avere rispetto di te stesso e per portare a casa un vero reddito. Se guadagni con il tuo lavoro sei un professionista, altrimenti sei un hobbista più o meno discreto.
All’inizio è durissima e magari dovrai fare un altro lavoro per poter sostenere quello di traduttore; bene! Se l’altro lavoro è nel settore delle lingue si chiama diversificazione e ti aiuterà anche in futuro nei periodi di magra, che ci sono e ci saranno più o meno sempre. Diversificare non è una vergogna, è una strategia furba che ti apre le porte per presentarti non più come traduttore, ma come consulente linguistico.
Se come me lavori da un po’ e hai agenzie o clienti per cui lavori con tariffe indegne, comunica loro che hai aumentato le tue tariffe, anche se l’aumento è tanto.
Non voglio mentirti, sicuramente non li sentirai più; piangerai, ti dispererai, maledirai il giorno in cui hai preso quella decisione avventata, ti verrà il panico e ti aggirerai miseramente per casa ripetendo “non lavorerò mai più”, ma poi ti renderai conto che è stata la scelta giusta. Non lo dico per dire, lo sto facendo davvero (comprese le scene di disperazione).

Alla fine hai solo due strade: o sei un professionista oppure no, non ci sono vie di mezzo.

 

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5 pensieri su “Oltre la tariffa c’è di più

  1. martinaeco

    Il tuo, come quello di Stefania, è un post da stracondividere. Mi è piaciuto moltissimo l’approccio ultrarealistico che hai dato all’articolo: spesso ci si dimentica che la gavetta tocca più o meno a tutti, ed è dura. Magari faccio come te e scrivo un articolo in risposta, perché ci sono troppe cose da dire!!!! 🙂

  2. Pingback: “Oltre la tariffa c’è di più”: https:/ – Luna Angrisano Translator

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