Le mie parole del Natale

Il fascino del Natale sta nel fatto che pur essendo una festa codificata in tutti i suoi riti, alla fin fine è una festa che si vive in modo molto personale: c’è chi la ama, chi la odia, chi la subisce; quindi le parole del Natale, tolte quelle che appartengono per lo più alla tradizione religiosa, sono parole personali. Ognuno ha la propria versione di Natale e le proprie tradizioni, anche chi rigorosamente non lo festeggia, perché in fondo ignorare gli imperanti e onnipresenti festeggiamenti natalizi impone la creazione di una serie di riti alternativi che a loro volta costituiscono una tradizione parallela.
Oggi vorrei raccontarvi quali sono le mie parole del Natale.


anolini_in_brodo


Anolini

Da bambina mi capitava di preparare gli agnolini, piatto tipico di Mantova, con mia zia e le mie cugine. Per un bel po’ di tempo ho cercato inutilmente di imparare a chiuderli, ma essendo mancina per me è un’impresa improba e li chiudo inevitabilmente al contrario, il che significa che quando li butti nel brodo si aprono tutti. Quindi il mio compito è sempre stato tirare la sfoglia. Adesso il Natale lo passo con la famiglia di mio marito e il rito della preparazione del pranzo di Natale lo celebro con mia suocera. A casa di mio marito si mangiano gli anolini, piatto tipico di Parma, che si tagliano con l’apposito stampino, ma per qualche motivo sono ancora lì che tiro la sfoglia; noi usiamo ancora rigorosamente la vecchia macchina Imperia a manovella e per non venir meno alla tradizione, lo scorso anno me la sono comprata anch’io. A parte questo dettaglio, il rito della preparazione degli anolini è molto bello, si lavora, si chiacchiera, si contano le file rigorosamente tutte uguali di anolini, ordinati per non doverli contare uno a uno, si calcolano le quantità per il pranzo di Natale (solitamente almeno per 8 persone) più le aggiunte da congelare per essere consumate a pranzo il primo dell’anno, perché dopo il cenone si sa, il brodo “lava”. Adesso il bambino che vuole imparare come si fanno gli anolini è mio figlio, che ormai è quasi pronto a sostituirmi alla macchina per tirare la pasta; sono i grandi riti della crescita, magari fra un paio di anni anch’io potrò passare al taglio e chissà, presto o tardi alla preparazione del ripieno. Cambiano le famiglie e le persone, ma le abitudini sono le stesse e con gli avanzi di pasta si preparano rigorosamente le tagliatelle, perché la pasta rilavorata non “appiccica” bene, quindi non è adatta per fare la pasta ripiena perché non si sigillerebbe.
Nota: i cuochi seri non utilizzano mai la pasta rilavorata, ma le massaie serie non buttano mai nulla, le tagliatelle sono un buon compromesso.


viaggio


In auto

Vivendo ormai da quasi vent’anni in una città diversa da quella di origine, per me il Natale significa anche viaggio in auto. Il periodo natalizio diventa una sorta di pellegrinaggio fra Bergamo e Mantova, a imprecare per la nebbia e a volte per la neve, per andare a trovare parenti e amici per gli auguri di rito. Il Natale è un gioco di incastri per non scontentare nessuno, per riuscire a vedere tutti almeno per le feste, per sopravvivere a pranzi e cene ipercalorici, quando ti trovi a cedere di fronte all’ennesimo “ma se non hai mangiato quasi nulla”, nettamente in contrasto con il fatto che non riesci più a chiudere i pantaloni. Periodo che si chiude con le due immancabili frasi di rito: “l’anno prossimo vengono loro” e “dal primo ci mettiamo a dieta”.


candele


Candele

Dovendo scegliere fra presepe e albero di Natale io sono quella che opta per le candele. Mi piacciono le candele e per anni ho collezionato portacandele di tutte le forme: portalumini, lanterne, candele profumate, candele lunghe, candele decorate; ogni Natale mentre mio marito decorava l’albero io ero impegnata a disporre le candele in giro per casa. Poi è arrivata la mia prima gatta, che dopo aver ucciso l’albero di Natale ha rischiato di finire arrostita sulle candele. Per evitare di aver un gatto flambé in giro per casa ho spostato le candele al sicuro sulle mensole del mobile tv; purtroppo la scelta non si è rivelata particolarmente felice e dopo aver rischiato di dar fuoco a mobile e casa insieme, la parentesi candele è stata definitivamente archiviata. Però le candele restano la mia decorazione natalizia preferita.


libri


Libri

I libri sono il vero tormento del mio Natale. Volete farmi un regalo? Sono la persona più facile del mondo da accontentare, regalatemi un libro (o ancora meglio un buono). Il mio dramma? Nessuno mi regala libri: “ne hai già tanti” è la frase che mi sento ripetere ogni volta. Ma come? I libri non sono mai tanti, i libri sono belli, mi piace leggere i libri, perché non me li volete regalare? Piuttosto che regalarmi libri parenti e amici si inventano le cose più improbabili: profumi, che mi fanno starnutire fino alla morte, visto che sono allergica; trucchi, belli, non fosse che non mi trucco, mai fatto, giusto un paio di volte a carnevale e per il mio matrimonio, perché sembra che non ci si possa sposare struccate, senza sindaco sì, struccate no; orecchini, braccialetti, ninnoleria varia: odio persino portare l’orologio, ho impiegato mesi ad abituarmi a portare l’anello di fidanzamento, le collane mi danno senso di soffocamento, porto lo stesso paio di orecchini da vent’anni, non regalatemi gioielli, non li porto, sono soldi buttati; fiori e piante: potremmo discutere ore dell’abitudine di regalare esseri viventi moribondi alle persone (leggi fiori recisi), ma non mi sembra il caso; per quel che riguarda le piante con me sopravvivono davvero poco, oltre al fatto che avendo due gatti sono quasi tutte off-limits, vuoi perché variamente tossiche e/o velenose, vuoi perché le poche che non lo sono diventano oggetto dei dispetti più impensabili.
Il regalo di Natale più bello che abbia mai ricevuto me l’ha fatto alcuni anni fa il mio ragazzo (bravo lui): un buono da € 300,00 in libreria. Fantastico! Poi ovviamente me lo sono sposato, il ragazzo non il buono.

E voi, quali sono le parole del vostro Natale? Seguite tradizioni particolari o siete il tipo che odia il Natale e lo vive come una sofferenza? Avete una decorazione preferita, un regalo che non vi fa mai nessuno? Scrivetelo nei commenti, può sempre capitare che Babbo Natale legga questo post, non si sa mai.


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L’immagine degli anolini è di Di Lex2 – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3342745
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