I mille nomi di Babbo Natale

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Santa Claus, Father Christmas, Sintaklaas, Sankt Nikolaus, San Nicola, Christkind, sono tutti i nomi con cui è conosciuto Babbo Natale, o comunque la figura che porta i doni ai bambini. Ma da dove arriva la figura di Babbo Natale?
Babbo Natale non nasce da un’unica figura, ma è il frutto della sovrapposizione di numerose figure diverse, appartenenti a più tradizioni.
Innanzitutto il nome Santa Claus deriva da San Nicola, vescovo di Myra, in Turchia. Venne ritenuto il protettore dei bambini, tanto che secondo la tradizione ne avrebbe anche resuscitati alcuni. San Nicola, chiamato anche “il marinaio” è anche collegato alla figura di Poseidone, Nickar in greco, perché Poseidone, tra le altre cose, sarebbe stato dispensatore di doni. La salma di San Nicola sarebbe poi stata trafugata da dei cavalieri italiani che la portarono a Bari, dove ne divenne il santo patrono. Il motivo per il furto è da ricercare nella leggenda secondo cui San Nicola era in possesso del calice del Santo Graal, cosa che gli permetteva di aiutare anonimamente i poveri lanciando nei comignoli sacchi di monete o cibo, leggenda ripresa anche da Dante nel Purgatorio (Purgatorio XX, 31-33).

Riepilogando, nel IV secolo abbiamo un vescovo, che deve il suo nome a Poseidone, Nickar, Signore dispensatore, che pare proteggesse i bambini e che avesse l’abitudine di dispensare doni ai più poveri. Questa tradizione partita dalla Turchia, arriva in Italia e inizia la tradizione di festeggiare San Nicola il 6 dicembre.
La fama di San Nicola è tale che spesso i festeggiamenti si prolungano fino alla vigilia di Natale, quando iniziano i festeggiamenti per la nascita del Bambino Gesù.
Dal sud Italia, durante il periodo della dominazione normanna a partire dall’anno mille, si diffonde in tutte le terre che via via i normanni abitarono o conquistarono: oltre alla Normandia e alla Francia, Spagna, Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda.
San Nicola è il santo patrono della città di Bari, di Amsterdam e della Russia. È il protettore di bambini e marinai, oltre che di numerose altre categorie.

Nel Paesi Bassi San Nicola diventa Sinterklaas, da cui probabilmente nasce il nome anglosassone Santa Claus.
La lunga tradizione positiva di San Nicola si interrompe nei Paesi protestanti nel corso del XVI secolo, periodo in cui l’adorazione dei santi non era vista particolarmente di buon occhio. Non volendo rinunciare alla tradizione di portare i doni ai bambini, si iniziò a sovrapporre alla figura del santo, quella di altri personaggi tipici del folklore del Nord Europa. A partire da questo momento ogni paese aggiunge alla figura del santo nuovi particolari: in alcuni paesi viene sostituito da Gesù bambino, da qui l’abitudine di ricevere i doni nella notte tra la Vigilia di Natale e il giorno di Natale, in altri gli si aggiungono caratteristiche del dio norreno Odino, che aveva molti tratti in comune con il santo (a parte il fatto che Odino era guercio).

In alcuni paesi viaggia a cavallo di un asino, in altri di un cavallo bianco, solo nell’800, quando si diffonde l’idea che sia nato al Polo Nord, l’animale di Babbo Natale diventa la renna.
Sempre nell’800, grazie all’idea di un caricaturista ingaggiato da Abramo Lincoln per ridicolizzare i tedeschi, che avevano contribuito a portare negli Stati Uniti la figura del santo, Santa Claus assume l’aspetto paffuto che conosciamo, viene vestito di rosso e bianco e gli viene affibbiata l’abitudine di dividere le persone in rigorose liste di buoni e cattivi.

Ad Eleanor Roosvelt invece si deve la collocazione della casetta di Babbo Natale a Rovaniemi: in questa zona nel 1950 fu costruita una capanna per ospitare la moglie del Presidente americano che portava in Europa i fondi per la ricostruzione delle zone devastate dalla Seconda Guerra Mondiale. Dopo la visita la capanna rimase e divenne una vera attrazione per i turisti di tutto il mondo. Oggi è considerata la residenza ufficiale di Babbo Natale.
Se è vero che la Coca Cola ha utilizzato massicciamente la figura di Babbo Natale per la sua pubblicità, è invece falsa l’idea che sia stata quella che ha “inventato” la figura di babbo Natale come la conosciamo oggi.

La tradizione dell’uomo buono che porta doni ai bambini non è tipica solo del mondo occidentale. In Giappone c’è la figura di Hoteiosho, un monaco buddista, che, come Babbo Natale, porta i doni ai bambini. Secondo la leggenda Hoteiosho avrebbe un occhio dietro la testa per tenere d’occhio i bambini e accertarsi che si comportino bene.

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