Albero di Natale o Presepe?

È la grande domanda del periodo delle feste: albero di Natale o Presepe? C’è anche chi elimina il problema e li prepara entrambi (o nessuno).
Partiamo da quando tradizionalmente si iniziano ad allestire le decorazioni natalizie: in generale si preparano per la festa dell’Immacolata concezione (8 dicembre), ma a Milano, si preparano il 7 dicembre, per Sant’Ambrogio, mentre a Bari e in alcune zone del meridione si preparano per San Nicola, il 6 dicembre. Secondo il calendario dei centri commerciali, le decorazioni natalizie si possono tranquillamente iniziare a esporre poco dopo l’inizio delle scuole, in settembre.

Vediamo nel dettaglio la storia di questi due simboli del Natale.

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Il presepe (o presepio) è una scena che raffigura la nascita o l’adorazione di Gesù.
La tradizione del presepe nasce in Italia nel 1223 ad opera di Francesco d’Assisi, che rifacendosi alla tradizione evangelica e pittorica, allestì il primo presepe vivente. Tuttavia alcuni fanno risalire la tradizione del presepe alla madre di San Francesco, Monna Pica, che avrebbe introdotto i primi presepi in Provenza, ancora prima del figlio, prima del 1200.
La parola presepe deriva dal latino prae=davanti e saepire=cingere, chiudere con una siepe, che anticamente indicava il recinto dove erano tenuti gli animali, ma anche la mangiatoia o greppia che vi era contenuta. Presepe significa quindi mangiatoia, da qui il nome in inglese manger scene (anche nativity scene), in tedesco Weinachtskrippe o in francese crèche de Noël, dove le parole manger, Krippe e crèche significano tutte mangiatoia.
La tradizione italiana dei presepi raggiunge il suo apice a Napoli, dove resiste un’usanza nata nel ‘500, ma che ha visto il suo punto di maggior splendore nel ‘700 e che vede una serie di figure tradizionali dalla simbologia ben precisa, che non si limitano ai classici Gesù, Giuseppe e Maria, bue e asinello, angeli e Re magi (qui).
A Napoli c’è tutt’oggi la figura del figurinaio, colui che inventa e scolpisce le statuine del presepe. I più famosi figurinai si possono trovare in via San Gregorio Armeno, conosciuta come Via dei presepi, dove si possono vedere i personaggi più famosi “trasformati” in statuine.
Da Napoli, durante il periodo borbonico, la tradizione del presepe si è diffusa in Spagna.
Un altro paese dove la tradizione del presepe è molto sentita è la Germania; secondo la storia nel Duomo di Colonia sarebbero sepolte le spoglie dei tre Re Magi portate da Milano dall’imperatore Federico Barbarossa nel 1164. Nel periodo natalizio in molte città della Germania (ma oggi si trovano praticamente ovunque) vengono allestiti i Christkindlmarkt i mercati di Gesù Bambino, che conosciamo tutti come mercatini di Natale, dove si possono acquistare le figurine per il presepe e le decorazioni natalizie.
L’albero di Natale viene tradizionalmente preparato con una conifera sempreverde, che varia in base al paese.
Nella tradizione germanica l’abete era l’albero sacro di Odino e già presso le popolazioni germaniche e celtiche c’era l’abitudine di decorare questi alberi che si riteneva avessero poteri magici, per il fatto che rimanevano verdi anche nei lunghi mesi invernali. Anche presso i romani c’era l’abitudine di decorare le case con rami di pino per le Calende di Gennaio.
Questo spinge molti a credere che la tradizione dell’albero di Natale sia una tradizione laica che si contrappone al presepe; invece il cristianesimo, come è accaduto per altre usanze, ha assimilato la simbologia dell’albero come fonte di vita e quindi anche l’albero di Natale può essere considerato parte della tradizione cristiana.
Per l’albero di Natale ci sono due correnti di pensiero principali: albero vero o finto (se ricercate in Google la frase vi usciranno più di 1.130.000 risultati).
Meglio l’albero vero, considerato più ecologico anche dalla Coldiretti che ha stilato un decalogo per guidare i consumatori nella scelta dell’albero giusto (qui) o l’albero finto, certo, più inquinante, ma più pulito (nel senso che non sporca casa lasciando cadere quantitativi industriali di aghi) e riutilizzabile all’infinito?
Ormai sono perfettamente accettati anche alberi alternativi: alberi di legno, di cartone, sagome, alberi fatti con materiali di riciclo, alberi disegnati sul muro e alberi fatti di qualunque forma e con qualsiasi materiale vi suggerisca la fantasia.
Una volta scelto l’albero non resta che decorarlo.
L’elenco delle decorazioni da utilizzare è pressoché infinito e ormai non si limita più alle classiche palle di Natale più luminarie.
Secondo la tradizione del Nord Europa l’albero di Natale va decorato con biscotti, dolcetti e frutta.

Da parecchi anni in Italia si discute se preparare il presepe (e in alcuni casi anche l’albero) nei luoghi pubblici (specialmente nelle scuole) sia o meno offensivo nei confronti delle altre religioni, in particolare di quella islamica. Non voglio certo aprire qui un dibattito su questioni religiose, ma mi piace semplicemente sottolineare come la figura di Gesù sia ampiamente accettata nella tradizione islamica, dove è riconosciuto come un profeta, tanto da essere citato in più punti del Corano, pur con tutte le differenze tra le due religioni (per ulteriori informazioni e per un po’ di bibliografia potete leggere qui) . Mi verrebbe quindi da dire che si tratta più di una pruderie di chi vuole che ogni manifestazione dello Stato sia rigorosamente laica più che di un’effettiva manifestazione di delicatezza nei confronti di persone appartenenti ad altri credo religiosi.

Se desiderate provare una decorazione alternativa, dall’aspetto più laico, anche se deriva da una tradizione protestante, potete provare un’idea che arriva direttamente dagli Stati Uniti, dalle città di Salem nel North Carolina e di Bethlehem in Pennsylvania (sarà un caso?): il Christmas village. Nata agli inizi del ‘900 rivela la sua origine germanica nell’altro nome con cui queste decorazioni sono conosciute: Christmas putz, dal verbo putzen che tra le altre cose in tedesco significa  “decorare”. Il Christmas village, o villaggio di Natale, originariamente nasce come corollario al presepe, e spesso veniva sistemato sotto l’albero di Natale. È la riproduzione in miniatura di una città innevata, che detto così non sembra molto affascinante, ma provate a guardare questo bellissimo video e se siete degli appassionati del fai-da-te non potrà non venirvi voglia di crearne subito uno tutto vostro.


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