Quando l’abito fa il monaco

Vita Freelance


Venerdì 30 settembre sono andata alla fiera No frills – Travel & Technology a Bergamo.  Da brava bambina il giorno prima ho fatto i compiti: ho consultato il catalogo degli espositori, ho selezionato una serie di aziende interessanti, ho guardato il loro sito e ho cercato tutte le informazioni che potevano essermi utili per poter avvicinare i potenziali clienti così individuati. Mi sono accertata di avere in borsa un blocco, una penna, quantitativi industriali di biglietti da visita, la mia inseparabile bottiglietta d’acqua, fazzoletti, persino la moneta giusta per il parcheggio.
La giusta via di mezzo tra l’ossessione e la precisione (a big high five for me).
Il vantaggio di andare a una fiera che si svolge praticamente sotto casa è quello di risparmiarsi una levataccia e di avere tutto il tempo per prepararsi senza grandi affanni.
O almeno questo è quello che pensavo.
Perché quando prepari una fiera, un evento o un incontro con un cliente (potenziale o meno) tra il materiale da preparare c’è sicuramente l’abbigliamento, perché in queste occasioni la prima impressione conta, conta tantissimo, e l’abito non farà il monaco, ma il professionista sì. Sì lo so, non sembra etico né carino da dire, ma se ci pensate bene essere approcciati da una persona sconosciuta, ma ben vestita e dall’aria professionale vi dispone in modo molto differente dall’essere approcciati da una persona sciatta e dall’aspetto trasandato.
Quelli che sto per darvi sono una serie di consigli di abbigliamento per negati che come me indossano jeans e maglione d’inverno e jeans e maglietta d’estate (per suggerimenti più avanzati e qualificati vi consiglio di leggere qui).

sheos

Scarpe: sono la parte dell’abbigliamento più importante, quella che farà la differenza tra il riuscire a visitare tutta la fiera concentrandovi sul lavoro che dovete fare e l’essere troppo prese dal male ai piedi per riuscire a fare un passo in più, dopo mezz’ora che camminate.
Se come me vivete di sneakers e ballerine non pensate nemmeno al meraviglioso tacco dodici in vernice che avete comprato per le occasioni speciali, orientatevi su un paio di scarpe eleganti, ma decisamente comode e basse: un bel mocassino in pelle morbida è un ottimo compromesso tra la necessità di essere eleganti e il bisogno di comodità.
Vestito: se avete la fortuna di essere alte e magre la vostra scelta è pressocché illimitata, se invece siete come me e la parola che vi definisce meglio è curvy, la scelta è un po’ più limitata, ma ricordate sempre che non dovete partecipare a un concorso di bellezza, quindi scegliete qualcosa con cui sentirvi a vostro agio e che vi dia contemporaneamente un aspetto professionale. Il che significa che è molto meglio mettere un bel completo pantalone che una gonna che vi fa sentire a disagio, perché il vostro disagio si vede.
bag-largeBorsa: la mia inseparabile postina in pelle è l’ideale: capiente al punto giusto per contenere tutto il necessario, ma non troppo grande da diventare fastidiosa. Qualunque sia la vostra borsa del cuore, l’ideale è che abbia una tasca anteriore o in una posizione comoda, dove poter tenere i biglietti da visita a portata di mano, perché dover scartabellare dentro la borsa al momento di dare il vostro biglietto non dà certamente un’immagine professionale. Senza bisogno di caricarvi come sherpa, ricordate di portarvi tutto l’occorrente per passare fuori casa una giornata di lavoro: fazzoletti, salviettine umidificate, blocco, penna, acqua, ovviamente (tanti, tanti) biglietti da visita.
Smartphone: non devo certo dirvi io che il vostro smartphone è un importante strumento di lavoro. Quello che voglio fare è consigliarvi una app gratuita che risulta molto utile quando vi trovate a dover gestire molti biglietti da visita.
Si chiama CamCardFree – Business Card Reader; come dice il nome è un lettore di biglietti da visita. È molto comodo perché in pochi secondi non solo registra il biglietto da visita permettendovi di creare un gruppo di contatti, ad es. di una fiera particolare, o di un settore, ma, se impostato opportunamente, trasforma il biglietto da visita in un contatto della vostra rubrica e/o in un contatto whatsapp. La lettura OCR non è precisa al 100% e capita di dover sistemare alcuni campi. Come già detto poi, i biglietti da visita possono essere organizzati in gruppi, è possibile scambiare il proprio biglietto da visita con altre persone tramite l’app, si possono aggiungere note e file multimediali (foto, video) e collegare i profili social.
Sorriso: è il vostro strumento più importante, quello che apre più porte e spesso sarà quello che vi farà guadagnare almeno qualche secondo di attenzione da parte del vostro interlocutore. Deve essere una via di mezzo tra il finto sorriso tirato e la semiparesi facciale, magari abbastanza naturale da arrivare agli occhi. Molto probabilmente è la primissima cosa di voi che vedrà il vostro interlocutore, quindi, per quanto possiate essere timidi, smile please.

E voi? Cosa indossate quando andate in fiera? Avete un accessorio da cui non vi separate mai? Siete il tipo super stiloso o cercate il compromesso tra gli amati jeans e un outfit meno casual?

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