Il dilemma dell’onnivoro

bibliotecatraduttore


Il maggior pregio del libro che vi propongo questa settimana è quello di far riflettere. Il dilemma deonnivoroll’onnivoro di Michael Pollan ci spiega, senza sensazionalismi e senza voler propinare alcuna teoria, quanto la libertà che oggi abbiamo nello scegliere quello che possiamo e vogliamo mangiare, ci dia la responsabilità anche delle conseguenze della nostra scelta.
Ci spiega inoltre quanto sia onnipresente il mais nella nostra alimentazione (molto più di quanto possiate anche solo vagamente immaginare) e quanto questa presenza stia diventando sempre più inquietante e dannosa.
Si parla di consumo consapevole, di alimenti biologici, e di tutte le tendenze alimentari del momento e di quanto, il nostro essere sempre più lontani dal processo di produzione di quello che mangiamo, ci renda inconsapevoli di fronte ai rischi per l’ambiente, per gli animali e per la nostra salute.

Una vera e propria inchiesta giornalistica su come viene prodotto quello che mangiamo, che non può non cambiare il nostro modo di vedere la nostra spesa e quello che mettiamo in tavola. Ci parla del business del cibo e di quante poche persone ne gestiscano il giro d’affari. Il libro è diviso in tre sezioni: prima ci guida passo a passo nel mondo della produzione industriale e di come nascono i pasti dei fast food, poi ci mostra come “nasca” il cibo in una vera fattoria e infine ci mostra com’è il cibo frutto della caccia e della raccolta. Molto di quello che Pollan ci racconta è circoscritto al mercato americano, ma molte cose sono valide anche per quello che mangiamo noi.
La cosa più strana è che quello che guida oggi l’industria alimentare non è così diverso da quello che a volte sembra guidare anche l’industria della traduzione:

Nell’era industriale il tempo è denaro e la produttività è tutto. […] L’unica cosa che conta davvero è la quantità. […] l’unica qualità divenne la quantità.

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Un pensiero su “Il dilemma dell’onnivoro

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