Prezzi sul sito: che fatica!

Vita Freelance


Se questa mattina avete fatto un “giretto” sul mio sito, avrete sicuramente notato che c’è una sezione nuova di zecca: listino prezzi.
Del resto l’avevo detto qualche mese fa che avrei voluto, per trasparenza e chiarezza, rendere pubbliche le tariffe dei servizi che propongo e sono molto felice di essere riuscita a mantenere la parola data.
Personalmente ho un solo commento: che fatica!
Sì, perché un conto è avere il proposito di pubblicare le proprie tariffe (punto A), un conto è farlo davvero (punto B), perché nel viaggio da A a B bisogna sviluppare una cosa che si chiama politica dei prezzi. C’è una differenza fondamentale tra valutare il file che ricevi e fare un preventivo, certo partendo da un prezzo base, e scriverlo nero su bianco sulla pagina del tuo sito. Se nel mio bel file in excel ho l’elenco dei miei servizi e i relativi prezzi con la conversione in sterline e dollari (vero), ho un canovaccio di base che non mi impedisce di proporre un preventivo (anche molto) al di sotto o al di sopra di quanto scrtto in un file che è solo a mio uso e consumo.
Se pubblico i miei prezzi sono quelli non si scappa e, a meno di non voler sembrare poco credibile, non posso scostarmi più di tanto da quanto scritto. Se scrivo che la tariffa è € 0.11 a parola sorgente, difficilmente riuscirò far passare un preventivo a € 0,25, e penso che sembrerebbe ben poco professionale scendere a €0,04, cosa che mi limita e non poco. D’altro canto, se io pubblico le mie rariffe, il cliente che si rivolge a me sa già cosa aspettarsi, cosa che non esclude la negoziazione, ma la limita parecchio.

Un’altra difficoltà è il fatto che in rete si trovano davvero pochissimi traduttori che pubblicano i propri prezzi e ancora più rare sono le agenzie. Il mio cruccio è stato: come faccio a sapere che la tariffa che propongo non è completamente fuori mercato, o non è più alta di quella delle agenzie? Perché se i miei prezzi sono molto più alti di quelli dei colleghi, dovrò lavorare molto di più in fase di trattativa, ma se sono più alti di quelli praticati dalle agenzie posso stare certa che farò la fame, chi si rivolgerebbe a un traduttore più caro di un’agenzia?

Molto più facile è stato stabilire gli extra, perché credo che per quanto possano davvero capitare le urgenze,so che spesso i clienti vogliono un lavoro urgentissimo, magari nel finesettimana, perché non sanno quanto tempo si impiega a farlo, quindi si portano molto avanti o si decidono all’ultimo minuto.
Tariffe molto alte sugli extra mi garantiscono da un lato che se devo lavorare nel fine settimana lo faccio perché serve davvero, dall’altra che se sacrifico il mio tempo libero lo faccio per un buon motivo.

Adesso tocca a voi, cosa ne pensate del mio listino? Siete disposi a lanciarvi in questa nuova operazione di trasparenza e a pubblicare il vostro? Aspetto i vostri commenti.

 

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