Piano Marshall: la Guerra Fredda nel piatto

Oltreocèano


Il 5 giugno 1947 il generale Marshall all’università di Harvard fa un discorso dove lancia l’idea di aiuti massicci ad un’Europa ridotta in ginocchio dalla guerra.
Gli aiuti che arrivarosky-corn-grain-7694-large.jpgno agli stati Europei in generale (con l’eccezione del blocco sovietico che li rifiutò) e all’Italia in particolare, furono in gran parte costituiti da generi alimentari, grano e mais in primis, questo perché l’agricoltura era stata pesantemente colpita dalla guerra e la popolazione era letteralmente alla fame.
L’arrivo del grano e del pane americano fece riscoprire agli italiani il pane bianco, infatti per tutto il periodo fascista in Italia si era mangiato il pane nero, perché la farina bianca era riservata alle alte gerarchie militari e ai ricchi.L’arrivo del grano americano, tra il 1947 e il 1948, significò la fine di un periodo di fame, soprattutto nelle città.
La fine della fame, la ritrovata armonia sociale e la ripresa economica, furono utilizzate per scopi politici, compattare il blocco occidentale dell’Europa in un’alleanza solida con gli Stati Uniti contro il blocco sovietico: erano gli anni della Guerra Fredda.
L’altro prodotto che arrivò in quantità fu il mais. pexels-photo-large2Il mais americano era diverso da quello italiano, era mais ibrido che provocò una vera e propria spaccatura politica con il Governo democristiano di Alcide De Gasperi e la Chiesa da una parte e il PCI dall’altra. Nonostante l’innegabile superiorità produttiva del nuovo mais ibrido, chi avversava il nuovo prodotto ne lamentava gli scarsi valori nutrizionali  e il fatto che, come quasi tutte le sementi geneticamente modificate, obbligavano a dipendere dall’azienda produttrice, questo perché i semi delle nuove piante non sono utilizzabili per la semina. Questo rendeva l’economia italiana pesantemente dipendente dalle azende produttrici di sementi statunitensi. Vinse la logica della produzione di massa, della necessità di sfamare una popolazione in crescita e, ovviamente, della proficua alleanza commerciale con gli Stati Uniti. Grazie al Piano Marshal l’Italia vede negli anni ’50 il “boom economico”, ma contemporaneamente vede la scomparsa del mais italiano in favore dell’ibrido americano (fonti: qui, qui e qui), quello che mangiamo ancora oggi.
Vi lascio con due approfondimenti: la bellissima puntata di “Il tempo e la storia” con il professor Lucio Villari e con il libro di Emanuele BernardiIl mais miracoloso. Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione“, Carrocci editore.

http://www.raistoria.rai.it/embed/il-piano-marshall-lamerica-torna-in-europa/31308/default.aspx

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