Gourmet, gourmand e foodie

Lasagne all'inglese


Se cercate in rete la differenza fra gourmet e gourmand, troverete bellissime definizioni “ufficiali” dove il primo è un fine conoscitore del cibo, del vino e della buona cucina nelle sue forme Jheronimus_Bosch_Table_of_the_Mortal_Sins_(Gula)più raffinate, mentre il secondo, senza tanti giri di parole, è più che altro un golosone che ama cibo e vino in gran quantità. In inglese si usano regolarmente i due termini francesi; per contro in inglese si può trovare il termine foodie che indica un amante del cibo un po’ meno snob ed elitario del gourmet, ma decisamente più raffinato del gourmand, inoltre il foodie è interessato non solo alla parte della preparazione e della consumazione del cibo, ma all’intera catena: coltivazione, allevamento, industria alimentare, alimentazione, turismo gastronomico, cultura e storia del cibo e molto altro, insomma è un consumatore consapevole e informato. In inglese troviamo altri due termini che si riferiscono agli amanti della buona tavola: epicure che è simile al gourmet, ma con una nota ulteriore di raffinatezza, e glutton, che è un mangione, un ingordo anche nel senso biblico del termine. Infatti il peccato capitale della gola in inglese è gluttony.
Quale paradiso migliore per gli amanti della buona tavola del paese della Cuccagna o di Bengodi che viene descritto in modo molto vivido e fantasioso da Teofilo Folengo nel Baldus (1517):

Mi è ventuta la fantasia, più che bizzarra, di cantare la storia di Baldo con le Muse grasse. […] Queste sono le famose dee grasse, le ninfe che colano unto, la cui residenza, il paese, il territorio loro proprio è nascosto in un remoto angolo del mondo, che nessuna caravella degli spagnoli ha ancora scoperto.[…] là scorrono a valle profondi fiumi di brodo, che fanno un lago di zuppa, un mare di sugo. Vi si vedono andare e venire zattere, barche, grippi maneggevoli fatti di pasta per torte; in essi le Muse manovrano lacci e reti, reti di salsicce, intrecciate di trippe di vitello e pescano gnocchi, frittelle e gialle polpette. […] Ci sono là pendii di burro fresco e tenero, sui quali fumano fino alle nubi cento caldaie piene di casoncelli, di macaroni e di tagliatelle. Le Muse abitano sulla cima dell’alto monte e grattugiano in continuazione formaggio con grattugie forate.

(Baldus, Teofilo Folengo*)

Nota: le Muse descritte nel Baldus non sono le classiche divinità del Parnaso, ma quelle che lo stesso Folengo definisce le grasse Camene.


Immagine: Di Hieronymus Bosch (1450 circa–1516) – →Questo file è stato ricavato da un’altra immagine: Hieronymus Bosch- The Seven Deadly Sins and the Four Last Things.JPG, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5595816

* Baldus, vol. 1-2, a cura di M. Chiesa, Torino: UTET, 1997; Testo latino a fronte

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