Prove tecniche di traduzione: Massaggio con i pitoni

Questo articolo è tratto dal sito Reptiles, ed è stato scritto da John Virata, potete leggere l’originale qui.

Questo massaggio con i pitoni vi farà impazzire

Avete bisogno di sciogliere la schiena? Che ne dite di un bel massaggio alle gambe? O forse avete bisogno di un massaggio completo. Se siete nelle Filippine, lo zoo della città di Cebu offre massaggiatrici sotto forma di grossi pitoni birmani. Proprio così, con una piccola offerta, i guardiani dei rettili dello zoo vi avvolgeranno il corpo con alcuni dei più grandi serpenti costrittori dello zoo, per quello che alcuni chiamano lo “snake massage”, il massaggio con i serpenti.

Il nuovo responsabile dello zoo, Giovanni Stefan Romarate, ha dichiarato che adesso lo zoo è più interattivo e che i visitatori possono avere un’esperienza più diretta con gli animali, inclusa la possibilità di tenere e coccolare alcuni animali dello zoo, e ovviamente, persino ricevere un massaggio con i serpenti. Il suo obiettivo generale è di educare i visitatori sull’importanza dei serpenti e sulla necessità di proteggerli.

“Puntiamo a insegnare alle persone che i serpenti in realtà non sono viscidi e pericolosi. . . e che la pelle di coccodrillo non è dura”, Romarate, riporta il Philippine Star, riferisce che un turista straniero ha coniato il termine “snake massage”, massaggio con i serpenti.

Il pitone birmano è uno dei più grossi serpenti del mondo ed è un serpente domestico diffuso tra gli allevatori provetti di serpenti. È considerato uno dei più docili tra i grossi serpenti costrittori e si segnala che possano crescere oltre i 6 metri, con un peso che può superare i 90 chili. La lunghezza media dei pitoni birmani in cattività è di circa 3/3,5 metri. Questo serpente è arrivato in qualche modo fino alle Everglades in Florida, dove è una specie invasiva. Adesso è illegale trasportare questi animali oltre il confine di stato.

Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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