Lasagne all’inglese

Se dovessi scegliere il mio ultimo pasto, sceglierei sicuramente le lasagne, e nello specifico le lasagne alla bolognese. 193px-LasagnaHo sempre pensato che le lasagne fossero il punto più alto della cucina italiana e quello che rappresenta meglio l’Italia: perché le lasagne sono come il dialetto, ogni zona ha la propria variante. Capirete quindi il mio stupore quando un paio di anni fa ho scoperto che questo piatto non solo in origine era in brodo e non asciutto (erano semplici losanghe – da qui il nome – di pasta sottile, non necessariamente all’uovo, cotte nel brodo), ma che eLoseynsra diffuso anche in Inghilterra già alla fine del 1300.  Risale infatti al 1390 una raccolta di ricette, The Forme of Cury, prodotta alla corte di Riccardo II d’Inghilterra, che riporta la ricetta delle “Loseyns“, che io ho ribattezzato lasagne all’inglese. È così che ho iniziato a interessarmi alla cucina e all’industria alimentare inglese, perchè se si superano i luoghi comuni, e anche alcune tristi realtà ben impresse nell’immaginario di chiunque abbia avuto modo di soggiornare per periodi più o meno lunghi in Inghilterra,  si può scoprire che la cucina inglese ha una tradizione ricca e interessante, fatta di prodotti di qualità e che è una cucina che merita di essere conosciuta e provata.
Ogni venerdì in questa rubrica parlerò di prodotti tipici inglesi, di ricette e di tradizione culinaria, ma anche dell’industria alimentare inglese in genere.

Alla prossima settimana. Stay tuned!

 

Da leggere: Serventi Sabban – La pasta, storia e cultura di un cibo universale.
Immagini: img1 “Lasagna” di Jon Sullivan (PDphoto.org) – http://pdphoto.org/jons/pictures/lasagna_1_bg_082101.jpg (in [1]). Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Lasagna.jpg#/media/File:Lasagna.jpg
img2 Immagine presa dal manoscritto originale digitalizzata dalla John Rylands University Library.

 

Pubblicato da deboraserrentino

Sono una traduttrice professionale dall’inglese all’italiano e docente di inglese. Specializzata nel settore alimentare mi definisco foodie translator, perché del cibo amo tutti gli aspetti culturali, tecnici e linguistici, ma anche cucinarlo e mangiarlo. Mantovana di nascita e nel cuore, vivo a Bergamo da quasi vent’anni con un marito, un figlio, due gatti e una tartaruga.

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