Prove tecniche di traduzione: storia del cioccolato

Con la traduzione di questo articolo ho deciso di inaugurare una nuova sezione di questo blog dove proporrò la mia traduzione di articoli e post che mi sono piaciuti particolarmente. Sono ben accetti commenti e critiche.
Buona lettura.

Questo articolo è tratto dal sito Dig Ventures- archaeology in your hands, ed è stato scritto da

Quanto è antico il cioccolato e chi dobbiamo ringraziare per esso?
Dolce, fondente, intenso o bianco il cioccolato è una produzione dolciaria meravigliosamente gustosa sulla quale si basano numerose tradizioni moderne (a proposito, spero che abbiate trascorso una buona Pasqua!). La produzione del cioccolato è un affare multi-milionario, e non è difficile capire il perché.
Che siate degli appassionati di Cadbury o di Thornton ne esistono innumerevoli varietà, tutte volte a soddisfare il vostro palato. Benché l’introduzione del cioccolato in Europa sia un evento relativamente recente, la sua storia è ricca e oscura quanto il suo sapore. Quanto è antico il cioccolato e chi dobbiamo ringraziare per esso?

È una sottile e nuova cialda…..
I più antichi produttori di cioccolato conosciuti sono gli indiani Olmechi, che erano insediati nel sud del Messico. Furono i primi a far fermentare, a tostare e a macinare le fave di cacao per farne un porridge e delle bevande, sin dall’inizio del 1500 a.C.. Gli archeologi hanno analizzato le terrecotte che essi utilizzavano e vi hanno trovato una sostanza chimica, la teobromina, che è contenuta nel cacao.
I Maya hanno dato ai semi il nome cacao, poiché credevano che avessero proprietà divine. Cacao significa “cibo di dio” e il suo nome latino Theobrama Cacao significa “cibo degli dei”. Era utilizzato come bevanda calda nei riti di iniziazione, per le celebrazioni di fine anno, come medicina per combattere la fatica, come afrodisiaco, nelle cerimonie matrimoniali e persino come moneta, giusto per nominare alcuni degli utilizzi.
Simile al cioccolato moderno, fu realizzata una gamma di aromi aggiungendo ingredienti come il peperoncino, la vaniglia e la magnolia. Raramente veniva utilizzato il miele per addolcire il cacao. Gli Aztechi, che ricevevano il cacao attraverso i commerci con i Maya, avevano un rapporto analogo con esso.
Anche loro associavano le fave di cacao al corteggiamento e alla medicina ed era compreso nelle razioni dei guerrieri Aztechi. Utilizzavano il cacao come bevanda calda, e la chiamavano Xocolatl (chocolatl per gli spagnoli) che in lingua nahuatl significa “bevanda amara”.

È come l’inquisizione spagnola….
Quando la Spagna arrivò con Hernan Cortès nel 1519 a Tenochtitlán, la capitale [del regno Azteco], uno dei conquistadores riportò che al sovrano Montezuma venivano serviti oltre 50 barattoli di cioccolato schiumante. Si ritiene che Colombo abbia portato le fave di cacao in Spagna all’inizio del 1502, ma non ricevettero l’attenzione che meritavano presso la corte spagnola fino alla fine del 1520.
Il resto, come si dice, è storia. Il cacao, è stato un monopolio spagnolo per due secoli e viene attribuita ai monaci spagnoli l’introduzione dell’uso di aggiungere lo zucchero per addolcirne l’amarezza. Per la fine del 1600 si era diffuso in tutta l’Europa in una forma del tutto simile al cioccolato odierno.
In onore degli ingredienti originariamente utilizzati, e visto che probabilmente state sperimentando i postumi dell’abbuffata di cioccolato successiva alla Pasqua, ho scelto una ricetta per la cioccolata calda semplice e gustosamente speziata condivisa da Joel Palka, un antropologo dell’Università dell’Illinois, esperto di cacao Mesoamericano.

Preparate la vostra cioccolata Maya calda e speziata!
3 cucchiai da tavola di cioccolato in polvere, del peperoncino (l’autore raccomanda sia l’habanero che il poblano, ma sentitevi liberi di sperimentare), 2 fave di cioccolato essiccate a pezzi (facoltativo), 2 cucchiaini da tè di zucchero (facoltativo)
1) Mettete il cioccolato in polvere in una tazza e riempitela di acqua calda.
2) Spezzettate il peperoncino e aggiungetelo al liquido, quindi mescolate. Se lo spezzettate finemente, sarà più piccante, per un effetto minore, usate pezzi più grandi.
3) Se volete un gusto più amaro aggiungete le fave.
4) Se lo volete più dolce, aggiungete invece lo zucchero.
È proprio semplice così ! Non vedo l’ora di provarla! – Ritengo che vi darà una fantastica sferzata e che vi terrà caldi, non importa quanto freddo possa esserci.

Come al solito, se la provate, fate delle fotografie e fatemi sapere cosa ne pensate!

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