La branchia proprio no!

Ieri leggevo il post di un traduttore che seguo, Patenttranslator’s Blog (qui) , dove venivano elencati i cinque segnali indicatori sui siti delle agenzie di traduzione che dovrebbero dire a qualunque traduttore freelance “attenzione, agenzia da evitare”: la collocazione geografica, l’incredibile varietà dei servizi offerti, la dimensione dell’agenzia, la promessa di prezzi stracciati, la presenza o meno di una presentazione dello staff interno. Punti che si possono o meno condividere, ma certamente importanti.
Credo tuttavia che l’autore abbia dimenticato un punto fondamentale: come è scritto il sito. Parlo proprio dei testi, della loro correttezza grammaticale e sintattica. Ritengo che i testi del sito di un’agenzia di traduzioni debbano essere impeccabili, altrimenti come può un’agenzia garantire la qualità di una traduzione se non è in grado di garantire la qualità dei testi del suo stesso sito, soprattutto se si parla di un’agenzia italiana che scrive in italiano.

Giusto ieri sera mi sono imbattuta nel sito di un’agenzia dai testi pieni di refusi: spazi mancanti, accenti assenti (es. gia anziché già), concordanze errate fra articolo e sostantivo (es. la parole) e via dicendo. All’inizio mi sono detta che un sito è fatto di molte sezioni, moltissimi testi, che  i refusi possono capitare, non voglio certo buttare la croce addosso a nessuno, io stessa mi sono accorta solo dopo più di un mese di aver scritto sul mio profilo di aver conseguito una laurea quinquennale in lingue anziché quadriennale, questo nonostante abbia letto e riletto il testo del mio profilo più e più volte.
A tutto però c’è un limite, credo che l’errore fantozziano squalifichi definitivamente qualunque presunta qualità del servizio. Se un’agenzia sostiene la qualità del proprio servizio, dei testi che vengono controllati e ricontrollati e poi in una delle proprie pagine scrive “questo servizio è la branchia di questo settore”, non c’è davvero spazio per alcuna giustificazione.
Da traduttrice mi sono domandata: come potrei accettare serenamente il giudizio, positivo o negativo che sia, sul mio lavoro da qualcuno che scrive testi di questo genere?

Mi sono domandata anche: i testi che scrivo sono sempre impeccabili dal punto di vista grammaticale e sintattico? Cerco di fare in modo che lo siano, però vi prego, visto che la perfezione non è di questo mondo, se doveste trovare una branchia in uno dei miei testi (traduzioni, post del blog, di facebook, fosse anche la lista della spesa) segnalatemelo, prendetemi in giro, datemi anche dell’ignorante, ma segnalatemelo, non potrei sopportare di avere una branchia nei miei testi e non saperlo.

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