Do you speak “legalese”? Ecco come cambia la lingua degli avvocati d’affari.

«To catch a whale or an elephant», catturare una balena o un elefante, espressione usata quando il team di banking riceve il mandato di un’operazione di finanziamento importante, rendere più «sexy» una presentazione aggiungendo grafici o immagini, «blue sky thinking», pensare con la testa tra le nuvole per trovare soluzioni creative alle esigenze legali del cliente. E ancora, «from soup to nuts», dalla zuppa alle noccioline, quando un team ha seguito un’operazione dall’inizio alla fine.

Ecco alcune delle espressioni entrate a pieno titolo nel «legalese», il vocabolario inglese dei termini usati negli studi legali d’affari per rendere le conversazioni tra colleghi meno noiose, e in alcuni casi criptate.L’inglese è la lingua franca dei business lawyer, che tuttavia hanno adattato l’idioma di Shakespeare alle loro esigenze.
Un fenomeno che grazie alla globalizzazione della comunicazione, alle email scambiate tra colleghi in sede diverse dello stesso network, a Twitter e ai blog, ha contagiato anche l’Italia. «Il legalese è un problema che accomuna sia gli avvocati d’affari che i principi del foro, anche se si manifesta con «forma» totalmente diversa e ha origini anche queste molto diverse», commenta Silvia Surano, avvocato d’affari che ha fatto del social network Twitter uno strumento di lavoro e aggiornamento.

Leggi l’articolo completo su Il Sole 24 ore

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